Problemi della cronologia storica (1-3.1.2) - Capitolo 1 - CHRON1 "Le basi della storia" - Contenuto libri - Nuova Cronologia Fomenko

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L'impero romano evidentemente non è mai esistito...
Anatolij Fomenko, Gleb Nosovskiy

Nuova Cronologia storica mondiale
metodi statistici ed astronomici di datazione
per la corretta ricostruzione del passato

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Problemi della cronologia storica (1-3.1.2)


Capitolo 1.

PROBLEMI DELLA CRONOLOGIA STORICA.

 
  "Spesso si parla del cesello d’acciaio

trovato nella muratura esterna

della piramide di Cheope (Cheope, inizio XXX sec a.C.),

ma è più probabile che questo strumento

ci era capitato in un’epoca più tarda,

quando le pietre della piramide

venivano portate via come materiale da costruzione"


Michele Giua "Storia della chimica",

Mosca, 1975, p.27, commento 23.

 

 

 

 1. CRONOLOGIA ROMANA COME LA BASE DELLA CRONOLOGIA EUROPEA.

 
Diamo prima di tutto una breve panoramica della cronologia dei tempi antichi e medioevali ad oggi. La cronologia, essendo una disciplina importante per la storia, consente di determinare l'intervallo temporale tra un fatto storico ed il momento attuale, se si è in grado di convertire i dati cronologici del documento, che descrive questo fatto, in unità della nostra cronologia, cioè le date di avanti Cristo (a.C.) o dopo Cristo (d.C.). Quasi tutte le conclusioni storiche fondamentali dipendono da che data esattamente viene attribuita agli eventi, descritti nella fonte studiata.

 

Cambiando la data, per esempio, nel caso di una datazione controversa, cambiano anche l'interpretazione e la valutazione di eventi storici in questione. Ad oggi, come risultato di un lungo lavoro di diverse generazioni di cronologi del XVII-XIX sec., si è formata una cronologia globale, nei termini della quale sono state assegnate le date del calendario giuliano a tutti i principali eventi della storia antica.

 
Attualmente, la datazione dei fatti, contenuti in ogni nuovo documento scoperto, si basa prevalentemente sulla cronologia romana, perché si ritiene che "tutte le altre datazioni della cronologia antica si possono associare alla nostra cronologia, con l’aiuto di sincronismi diretti o indiretti con le date romane" [72], p.77. In altre parole, la cronologia e la storia romana rappresentano la “spina dorsale" della cronologia e storia globale adottate ad oggi. Questo è il motivo per cui in futuro dedicheremo un’attenzione particolare alla storia romana.


2. SCALIGERO, PETAVIUS, ALTRE CRONOLOGIE DELLA CHIESA.

CREAZIONE DELLA VERSIONE MODERNA DELLA CRONOLOGIA DELL’ANTICHITA’ NEI XVI-XVII SECOLI d.C..



La cronologia della storia antica e medievale nella forma in cui l’abbiamo ora, fu creata e, in gran parte, completata in una serie di opere fondamentali nel XVI-XVII sec. Essa comincia con i lavori di Giuseppe Scaligero (1540-1609) (Iosephus Iustus Scaliger), "il fondatore della moderna cronologia come scienza" [72], p.82, come lo chiama il cronologo moderno E.Bickerman. Il ritratto medievale di Scaligero è mostrato in figura 1.1. E’ un’incisione dal libro di Johannes Meursius. [35], p.25.


Fig.1.1.


 Le principali opere di Scaligero sulla cronologia sono:

1) Scaliger I. Opus novum de emendatione temporum. Lutetiac. Paris, 1583, [1387].

2) Scaliger I. Thesaurum temporum. 1606, [1387].


L'opera di Scaligero in gran parte era completata dal cronologo DIONISIO PETAVIUS (PETAVIO) (1583-1652). Il più famoso dei suoi lavori è “De doctrina temporum”. Paris, 1627 [1337]. Nelle Figure 1.2, 1.3, 1.4 sono mostrate la prima pagina del libro di Petavius “Rationarivm Temporvm” pubblicato nel 1652 [1338] ed i titoli dei volumi primo e secondo.


Fig.1.2.


 Fig.1.3.


Fig.1.4.

 
Nel XVIII secolo la storia e cronologia russa è stata "rielaborata" seguendo lo schema di Scaligero da Gerhard Friedrich Müller (1705-1783). Il suo ritratto è mostrato in figura.1.5.


 Fig.1.5.

Indichiamo le opere del XVIII-XIX sec. sulla cronologia, contenenti una significativa quantità dei fatti [1155], [1205], [1236], [1275]. Queste opere sono importanti per noi perché  riflettono lo stato della cronologia in un'epoca più vicina a Scaligero e Petavius. Di conseguenza, questo materiale è più originale, non è stato "intonacato" dai successivi strati cosmetici. Si noti che la serie di queste e di altre opere simili sulla cronologia, in realtà, non è completa. Così, come scrive il famoso cronologo moderno E. Bickerman: "Uno studio sulla cronologia antica sufficientemente pieno, che soddisfi le esigenze della ricerca moderna, NON ESISTE" [72], p. 90, commento 1.

 
Per questo la cronologia dell’antichità e medioevo adottata oggi sarebbe più giusto chiamare la VERSIONE DI SCALIGERO-PETAVIUS. Noi la chiameremo a volte semplicemente la CRONOLOGIA SCALIGERA. Come vedremo, questa versione nel XVII-XVIII sec., non era affatto unica. Della sua correttezza dubitavano degli scienziati eminenti.

 
Nelle opere fondamentali di Scaligero e Petavius del XVI-XVII sec., la cronologia dell’antichità è riportata in forma di una tabella di date SENZA ARGOMENTAZIONE. La sua base è una TRADIZIONE ECCLASIASTICA. Ciò non sorprende, dal momento che "PER SECOLI LA STORIA RIMASE PREVALENTEMENTE UNA STORIA DELLA CHIESA, e veniva scritta, di regola, dai sacerdoti" [217], p.105.


Oggi si ritiene che le basi della cronologia sono state gettate da Eusebio Panfilo  presumibilmente nel IV secolo d.C. e dal Beato Geronimo. In fig.1.6 riportiamo un'immagine antica di Eusebio Panfilo di Cesarea, datata 1455. Tra l’altro, Eusebio di Cesarea, è raffigurato IN UN ABITO MEDIEVALE TIPICO DELL’EPOCA DI RINASCIMENTO, probabilmente perché visse non prima del Rinascimento.


Fig.1.6.

 

Sebbene la storia scaligera rimanda Eusebio al IV secolo, presumibilmente verso gli anni 260-340, [936], v. 1, p.519, ma la sua famosa opera "La storia dei tempi dal principio del mondo e fino al Concilio di Nicea," la cosiddetta "Cronaca", e allo stesso tempo anche il lavoro di Beato Geronimo, SONO STATI SCOPERTI SOLO NEL TARDO MEDIOEVO.

 

Inoltre, secondo gli storici: "l’originale greco (di Eusebio – A.F. (NdT: Anatolij Fomenko)) ormai esiste solo in forma frammentaria e si completa con una libera traduzione in latino fatta da beato Geronimo" [267], p.VIII, Introduzione. È interessante notare, che nel XIV sec. Niceforo Callisto ha tentato di scrivere una nuova storia dei primi tre secoli, ciòè "ripetere" "la storia" di Eusebio, "ma non riuscì a fare niente di più, che ripetere quanto era stato detto da Eusebio” [267] p.XI. E poiché il lavoro di Eusebio è stato pubblicato solo nel 1544 [267] p.XIII, che è notevolmente PIU’ TARDI del lavoro di Niceforo, viene da domandarsi se il libro del “antico” Eusebio non si basi sul lavoro medievale di Niceforo Callisto?

 
Fig.1.7 mostra il dipinto di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, creato presumibilmente nel 1585-1590. Secondo gli storici, vi è raffigurata una scena in cui "San Geronimo e il suo leone addomesticato visitano la biblioteca di Eusebio (la cui cronaca sarebbe stata tradotta da Geronimo) in Cesarea [1374], p. 45. Tuttavia, noi vediamo una TIPICA SCENA MEDIEVALE DELL’EPOCA DI RINASCIMENTO o addirittura dei secoli XVI-XVII. Gli scaffali della biblioteca sono colmi di volumi nella forma quasi identica a quella di un libro del XVIII-XIX sec., con la copertina rigida e larghi fermagli. E più probabile che gli artisti del XVI-XVII sec. abbiano ritratto gli avvenimenti e personaggi molto più recenti, che sono stati spediti poi in un lontano passato dai successivi cronologi della scuola scaligera del XVII-XVIII sec.

 

Fig.1.7.


Si ritiene che la base della cronologia di Scaligero si era formata sull'interpretazione di una serie di dati numerici raccolti nella Bibbia. Come risultato di esercitazioni scolastiche con i numeri, venivano fuori, per esempio, le seguenti "date di riferimento", da cui poi si srotolò tutta la cronologia della storia antica. Ad esempio, secondo il noto cronologo G.Asher (il suo nome era anche Ussery e Usher), il mondo fu creato in una Domenica del 23 ottobre 4004 a.C. [76]. Una precisione sorprendente. Non si deve dimenticare, che la conosciuta oggi cronologia "laica" è largamente basata sulla cronologia scolastica biblica medievale.

 

Lo storico moderno E.Bickerman fa una giusta osservazione su questo tema: "Gli storici cristiani hanno messo la cronografia civile al servizio della storia sacra ... La compilazione di Geronimo è stata la base di conoscenza cronologica d'Occidente" [72], p.82. Sebbene “I. Scaligero, IL FONDATORE DELLA CRONOLOGIA MODERNA come scienza, ha cercato di ripristinare l'intera opera di Eusebio, - ma, come osserva E. Bickerman – le datazioni di Eusebio, che spesso nei manoscritti SI TRASMETTEVANO ERRONEAMENTE (! - AF), ATTUALMENTE CI SONO POCO UTILI" [72], p.82.

 
A causa della sostanziale ambiguità e l'incertezza di tutti questi calcoli medievali, "la data di creazione del mondo”, per esempio, varia ampiamente in diversi documenti. Citiamo solo i principali esempi.


5969 a.C. – di Antiochina, secondo Teofilo, un'altra versione vedi sotto,
5508 a.C.  - Bizantina, o così detta Costantinopolitana,
5493 a.C.  – Alessandrina, l’era Anniana, così come 5472 a.C. o 5624 a.C.,
4004 a.C.  - di Usher, una data ebraica,
5872 a.C.  - la cosiddetta datazione di 70 interpreti,
4700 a.C.  - Samaria,
3761 a.C.  - Giudaica,
3491 a.C.  – datazione di Geronimo,
5199 a.C.  - datazione di Eusebio di Cesarea,
5500 a.C.  – di Ippolito e Sesto Giulio Africano,
5515 a.C.  e 5507 a.C.  - di Teofilo,
5551 a.C.  - di Agostino [72], p.69.

L'ampiezza di oscillazione di questa data di riferimento, considerata fondamentale per la cronologia antica, è come abbiamo visto di circa 2100 anni.
Abbiamo riportato qui solo alcuni degli esempi più famosi, ma è utile sapere che ci sono circa 200 (duecento!) VERSIONI DIFFERENTI della "data di creazione del mondo". In figura.1.8 diamo una vecchia immagine di 70 traduttori e interpreti della Bibbia, chiamati oggi "70 interpreti”.


Fig.1.8.

 
La domanda sulla "data corretta della fondazione del mondo" non era affatto scolastica, e non senza ragione ci fu prestata tanta attenzione nei secoli XVII-XVIII. Il fatto è che un gran numero di documenti antichi effettuano la datazione degli eventi a partire "da Adamo" o "dalla creazione del mondo". Quindi, l’esistente  differenza di mille anni nella scelta di questo punto di partenza  impatta significativamente la datazione di molti documenti antichi.

 
I. Scaligero e D.Petavius furono i primi ad utilizzare il metodo astronomico per la conferma - e non per una verifica critica – della versione tardo medievale della cronologia dei secoli passati. Così fu che Scaligero trasformò, secondo i commentatori moderni, la cronologia in una "scienza". Questo velo "scientifico" era sufficiente per i cronologi dei secoli XVII-XVIII da acquisire la piena fiducia della griglia cronologica  giunta a loro in forma già abbastanza cristallizzata.

 
È significativo, che la cronologia scaligera è stata originalmente istituita nell'ambito della Chiesa cattolica occidentale e per molti anni è rimasta sotto il suo totale controllo. A.Oleinikov scrisse: "Trattando le varie informazioni raccolte nelle Scritture Sacre, i teologi medievali avevano ripetutamente tentato di calcolare l'età della Terra. Esaminando il testo della Bibbia, l'arcivescovo Geronimo giunse alla conclusione che il mondo fu creato nell'anno 3941 avanti la cronologia moderna. Suo collega Teofilo, il vescovo di Antiochia, estense questo data all’anno 5515. Sant'Agostino ci aggiunse altri 36 anni, e l’irlandese arcivescovo James Usher, apparentemente non indifferente alle cifre esatte, suggerì che il mondo fu creato in mattinata del 23 ottobre del 4004 avanti Cristo" [616 ], p.8.

 

Molti famosi cronologi dell’Europa occidentale dei secoli XVI-XVII spesso ricoprivano le posizioni ecclesiastiche ufficiali. Ad esempio, Scaligero (1540-1609) era un teologo, il fondatore della paleografia Tischendorf (1815-1874) era un dottore in teologia, Dionigi Petavius (1583-1652) era un gesuita, autore di opere teologiche [82], p.320, commento 5.

La fede assoluta nell’infallibilità di ciò che riportava la versione cronologica della Chiesa era alla base della loro visione del mondo. E’ per questo che anche in tempi moderni loro trattavano  i dati di altre scienze da avvocati, chiamati per difendere una o l'altra delle loro ipotesi aprioristiche, basate sulla cronologia ecclesiastica occidentale, ribattezzata poi in scientifica.

 

 La divinizzazione dell’attività dei loro predecessori del XV-XVI sec., le figure d’autorità religiosa, da parte dei cronologi della chiesa occidentale, escludeva completamente la possibilità di una qualsiasi, anche minima, critica delle basi cronologiche. A Scaligero, per esempio, non potrebbe mai venire in mente un’idea "eretica" di ricontrollare il materiale cronologico dei padri della Chiesa (Eusebio ed altri), visto che "Scaligero chiama questo lavoro di Eusebio (si tratta della "Preparazione per il Vangelo "- A.F.) DIVINO" [267], p.VIII, Introduzione.

 

 Venerando incondizionatamente l’autorità dei predecessori, i cronologi reagivano bruscamente alle critiche. Lo stesso Scaligero dimostra chiaramente la sua attitudine nei confronti di una critica scientifica obiettiva nel seguente episodio. "L'eminente studioso Joseph de Scaliger, autore di altamente stimata nel mondo accademico cronologia, era diventato un appassionato quadraturista" [458], p.130. Ricordiamo che con il termine quadraturista venivano chiamate le persone che tentavano di costruire col aiuto di un riga e compasso un quadrato, equivalente in superficie ad un dato cerchio. Questo problema matematico è essenzialmente irrisolvibile, come lo è stato dimostrato in geometria. Tuttavia, I.Scaligero pubblicò un libro in cui affermava di aver stabilito la "vera quadratura", cioè di aver risolto il problema. "Non importa quanto avevano provato i migliori matematici dell'epoca, Viète, Clavio ... di dimostrargli ... l’erroneità del suo ragionamento, tutto era inutile" [458], p. 130. Il fatto è che dalla “dimostrazione” erronea di Scaligero si deduceva facilmente, che il perimetro del poligono regolare di  196 lati è maggiore della lunghezza del cerchio ad esso CIRCOSCRITTO. Che è naturalmente assurdo. Tuttavia, Scaligero ei suoi sostenitori difendendo con veemenza le loro opinioni, non riconoscevano nulla ... rispondevano ... con le offese ed epiteti sprezzanti, dando, infine, a tutti i geometri degli emeriti ignoranti in materia di geometria "[458], p.130.

 
Si può immaginare come reagivano queste persone ai tentativi di un'analisi critica della versione della cronologia stabilita da loro.

 
Pochi sanno che Scaligero e Petavius portarono la cronologia fino alla "perfezione", fino alle "date assolutamente precise", indicando l'anno, il giorno, il mese, e a volte anche l'ora del giorno(!) per tutti gli eventi più importanti nella storia umana. Le monografie e libri di testo moderni, per qualche ragione, di regola, riportano solo l'anno degli avvenimenti secondo Scaligero - Petavius, timidamente omettendo il mese, il giorno e l’ora del giorno. Questo è un chiaro passo indietro, che toglie alla cronologia calcolata nei secoli XVII-XVIII la precedente brillantezza e fondatezza.

 
Il volume totale del materiale cronologico era cresciuto al XIX secolo così tanto che invocò nei suoi confronti un rispetto a priori, grazie solo alle proprie dimensioni. Così i cronologi di quei tempi vedettero come loro unico compito la precisazione di alcuni dettagli.

 
Nel XX secolo la questione venne considerata praticamente risolta, e la cronologia dell’antichità infine si congelò nella forma in cui era venuta fuori dalle opere di Eusebio, Geronimo, Teofilo, S.Agostino, Ippolito, Clemente di Alessandria, Usher, Scaligero, Petavius. Per una persona dei nostri tempi, solo l'idea che per un periodo di circa trecento anni, gli storici seguivano la cronologia sbagliata, sembra assurda, perché è in contrasto con la tradizione già stabilita.

 
Tuttavia, con lo sviluppo della cronologia, gli esperti trovavano delle gravi difficoltà cercando di conciliare molti dei dati storici delle fonti antiche con la versione scaligera esistente. Così, per esempio, si era scoperto che Geronimo fa un errore di un centinaio d’anni nella descrizione degli eventi del SUO TEMPO  [72], p.83.

 
La cosiddetta "tradizione sassanide" separava Alessandro il Macedone dai Sassanidi di 226 anni, ma gli storici moderni hanno aumentato questo intervallo fino a 557 anni [72], p.83. Qui il divario raggiunge più di 300 anni. "Gli giudei anche assegnano al periodo persiano della loro storia solo 52 anni, anche se Ciro II è separato da Alessandro il Macedone di 206 anni (secondo la cronologia scaligera – A.F.) [72], p.83.

 

 Anche le basi della storia egiziana sono giunti a noi filtrati dai cronologi cristiani: "Elenco dei re, composto da Manetone, si conservò solo in estratti di autori cristiani" [72], p.77. Non tutti i lettori probabilmente sanno che la "CHIESA ORIENTALE EVITAVA DI UTILIZZARE L’ERA SECONDO LA NASCITA DI CRISTO, IN QUANTO LE DISCUSSIONI SULLA SUA DATA ANDARONO AVANTI A COSTANTINOPOLI FINO AL XIV S." [72], p.69.

 


3. I DUBBI CIRCA LA CORRETTEZZA DELLA CRONOLOGIA DI SCALIGERO-PETAVIUS SONO NATI ANCORA NEL XVI SECOLO.

 
3.1. Chi e quando ha criticato la cronologia di Scaligero.

 
3.1.1. De Arcilla, Robert Baldauf, Jean Hardouin, Edwin Johnson, Wilhelm Kammeyer.

I dubbi circa la correttezza della versione cronologica adottata oggi non sono comparsi ora. Essi hanno una grande tradizione. In particolare, N.A. Morozov, scriveva che il "professore dell’Università di Salamanca de Arcilla ancora nel XVI sec. pubblicò le sue due opere Programma Historiae Universalis e Divinae Florac Historicae, dove dimostrava che tutta la storia antica era composta nel Medioevo, e alle stesse conclusioni giunse uno storico e archeologo gesuita Jean Hardouin (1646-1724), quale considerava la letteratura classica come le opere dei monaci del precedente a lui XVI secolo ... Il tedesco docente privato Robert Baldauf scrisse nel 1902-1903 il suo libro "Storia e critica”, dove sulla base delle considerazioni puramente filologiche, dimostrava che non solo quella antica, ma anche la storia basso medievale è una falsificazione dell’epoca rinascimentale e secoli seguenti" [544], vol.7, p.VII-VIII, Introduzione.

 

In fig.1.9 riportiamo la copertina di uno dei libri di Jean Hardouin, e in fig.1.10 la copertina della traduzione di questo libro di Edwin Johnson. In fig.1.11 è mostrata la copertina di uno dei libri di Robert Baldauf.


Fig.1.9.


Fig.1.10.

 


Fig.1.11.

La cronologia scaligera era aspramente criticata da un noto scienziato inglese Edwin Johnson (1842-1901), autore di alcuni molto interessanti studi critici sulla storia antica e medievale, fig.1.12. La conclusione principale di E. Johnson, dopo la sua pluriennale ricerca nel campo della cronologia, era stata formulata così: "SIAMO DI GRAN LUNGA PIU’ VICINI NEL TEMPO ALL’EPOCA DEGLI ANTICHI GRECI E ROMANI RISPETTO A QUEL CHE E’ SCRITTO NELLE TABELLE CRONOLOGICHE” [1214], p.XXX. E. Johnson richiamava verso una revisione di tutta la cronologia dell’antichità e del Medio Evo! Le principali opere di E. Johnson sono state pubblicate alla fine del XIX - inizi del XX secolo [1214], [1215].



Fig.1.12.

 
3.1.2. Isaac Newton.

 

“Isaac Newton (1642-1727), matematico inglese, meccanico, astronomo e fisico, fondatore della meccanica classica, membro (1672) e presidente (dal 1703) della Royal Society di Londra ... Sviluppò (indipendentemente da Leibniz) il calcolo differenziale ed integrale. Scoprì la dispersione della luce, l'aberrazione cromatica, studio l’interferenza e la diffrazione, sviluppò la teoria corpuscolare della luce, suggerì l'ipotesi che combinava le visioni corpuscolare e ondulare. Costruì un telescopio a specchio. Formulò le leggi fondamentali della meccanica classica. Scoprì la legge di gravitazione universale, propose la teoria del moto dei corpi celesti, creando le basi della meccanica celeste." Dizionario Enciclopedico Sovietico. Mosca, 1979, p.903. Ritratto di Isaac Newton in fig.1.13.


Fig.1.13.

 
Isaac Newton occupa un posto speciale tra i critici della versione di Scaligero-Petavius. Lui è l'autore di diverse approfondite opere sulla cronologia, nella quale aveva concluso l'erroneità della versione scaligera in alcune sue sezioni importanti. Questi studi sono poco noti al lettore moderno, anche se nel passato crearono attorno a se un accesso dibattito. Le opere fondamentali sulla cronologia di Isaac Newton sono le seguenti [1298]:

1)     "Breve cronaca degli eventi storici, a cominciare dai primi in Europa fino alla conquista della Persia da parti di Alessandro il Grande"

2)      "La cronologia degli antichi regni emendata”, fig.1.14.


Fig.1.14.

 

Basandosi sulle idee naturalistico-scientifiche, Newton sottopose la cronologia dell’antichità ad una forte trasformazione. Alcuni, ma pochissimi eventi sono stati INVECCHIATI. Ciò vale, ad esempio, per la leggendaria marcia degli Argonauti. Newton giunse alla conclusione che questa campagna non ebbe luogo nel X secolo a.C., come si pensava ai tempi di Newton, ma nel XIV secolo a.C. Tuttavia, la datazione di questo evento è vaga anche negli studi di cronologia più recenti di altri cronologi.

 
Ma in generale, la nuova cronologia di Isaac Newton è SIGNIFICATIVAMENTE PIU’ BREVE DI QUELLA SCALIGERA, ovvero quella odierna. La maggior parte degli eventi datati oggi come antecedenti all'epoca di Alessandro il Macedone, Newton spostò verso l'alto in direzione di ringiovanimento, ciò è PIU’ VICINO A NOI. Questa revisione non è così radicale come negli scritti di N. Morozov, che credeva che la cronologia scaligera dell’antichità è attendibile solo a partire dal IV secolo d.C. Si noti che nei suoi studi cronologici Newton non superò la soglia dell’Anno Domini.

 

Ecco cosa scrivono oggi gli storici su queste opere di Isaac Newton.
"Questo è il frutto di quattro decenni di lavoro, ricerca avanzata,  enorme erudizione. In sostanza, I.Newton studio tutta la letteratura di base sulla storia antica e tutte le fonti principali, a partire dalla mitologia antica e orientale" [619], p.104-105.

 
Confrontando i risultati di Isaac Newton con l’odierna versione di Scaligero, i commentatori moderni inevitabilmente giungono alla conclusione che Newton si sbagliava. Loro dicono:

 “Certo, senza la trascrizione di cuneiformi e geroglifici, senza le prove di archeologia, CHE ALL’EPOCA NON ESISTEVA ANCORA, incatenato dalla presunzione di validità della cronologia biblica e la fede nella realtà di ciò che viene raccontato nei miti, Newton si sbagliava non di decine o addirittura centinaia di anni, ma di migliaia d’anni, e la sua cronologia è lontana dalla verità, anche per quanto riguarda la realtà di alcuni eventi. Winston scriveva nelle sue memorie: "Sir Isaac nel campo della matematica, spesso intravedeva la verità attraverso l’intuizione, anche senza le dimostrazioni ... Ma lo stesso Sir Isaac Newton compose la cronologia ... Tuttavia, questa cronologia non convince più di un romanzo storico intelligente, come l’avevo provato nella smentita di questa cronologia scritta da me. Oh, quanto debole, quanto straordinariamente debole può essere il più grande dei mortali sotto certi aspetti ">> [619], p.106-107.


Ma che cosa proponeva I.Newton? Fondamentalmente, egli analizzò la cronologia dell'Antico Egitto e Antica Grecia fino all’era cristiana. Per un analisi delle epoche “più giovani" probabilmente non gli basto il tempo. Il lavoro di Isaac Newton fu pubblicato solo nel suo ultimo anno di vita.

 
Per esempio, la adottata oggi versione della cronologia fa risalire l’inizio del regno del primo faraone egiziano Menes (Mena) a circa 3000 a.C. [1298]. Newton sosteneva invece, che questo evento risale a solo 946 a.C. [1298]. Lo spostamento in su è dunque di circa 2000 anni.

Oggi il mito di Teseo viene datato dal XV secolo a.C. Tuttavia, Newton sosteneva che questi eventi ebbero luogo nel circa 936 a.C. [1298]. Pertanto, lo spostamento in alto delle date proposto da lui è di circa 700 anni. 

Se la famosa guerra di Troia oggi viene datata da circa 1225 a.C. [72], Newton sosteneva che tale evento si verificò nel 904 a.C. [1298]. Di conseguenza, lo spostamento delle date qui è di circa 330 anni. E così via.

 

In sintesi, i principali risultati di Isaac Newton possono essere formulati come segue. Una parte della storia dell’ Antica Grecia è stata sollevata nel tempo in media di 300 anni, ciòè avvicinata a noi. La storia dell'Antico Egitto, che ricopre secondo la versione scaligera qualche migliaio di anni, a partire da circa 3000 a.C. in su, fu innalzata e pressata in un breve intervallo lungo soltanto 330 anni. E più precisamente, dal 946 a.C. a 617 a.C.. Inoltre, alcune date fondamentali dell’"antica" storia egiziana Newton sollevò di circa 1800 anni [1298].

 

Newton sottopose alla revisione solo le date degli eventi che risalivano a circa 200 anni a.C.. In tutto ciò, le sue osservazioni avevano un carattere eterogeneo, e non fu in grado di identificare un qualsiasi sistema in queste ri-datazioni caotiche a prima vista.

 
Raccontiamo brevemente anche la storia della pubblicazione del lavoro di Isaac Newton [1141]. Questa storia è molto istruttiva. Newton, evidentemente, temeva che la pubblicazione del suo libro sulla cronologia gli creasse molte difficoltà. Questa opera fu iniziata molti anni prima del 1727. Il libro fu rescritto da Newton più volte fino alla sua morte nel 1727. Curiosamente, Newton non preparava la pubblicazione della "Breve cronaca". Tuttavia, le voci sui suoi studi cronologici si diffusero piuttosto largamente e la principessa di Galles aveva espresso il desiderio di venirne a conoscenza. Newton le diede il manoscritto a condizione che il testo non cadi nelle mani dei terzi. Lo stesso era accaduto con Abbe' Conti. Comunque, tornando a Parigi, l'abate Conti aveva fatto leggere il manoscritto a degli scienziati interessati.

 
Come risultato M.Freret tradusse il manoscritto in francese, aggiungendovi il proprio punto di vista storico. Questa traduzione presto capitò nelle mani del libraio parigino G.Gavelier, il quale sognando di pubblicare un’opera di Isaac Newton, gli scrisse una lettera nel maggio del 1724. Tuttavia, non ottenne alcuna risposta, dopo di che scrisse un'altra lettera a marzo del 1725, comunicandogli che interpreterà il suo silenzio come consenso alla pubblicazione del libro insieme con i commenti di Freret. Non ricevette nessuna risposta anche questa volta. Poi Gavelier chiese al suo amico di Londra di ottenere una risposta personalmente da Isaac Newton. L’incontro ebbe luogo il 27 maggio del 1725 e Newton diede una risposta negativa. Tuttavia, era troppo tardi. Il libro era già pubblicato sotto il seguente titolo: Abrege de Chronologie de M. Le Chevalier Newton, fait par lui-meme, et traduit sur le manuscript Angelois.
(With observation by M.Freret). Edited by the Abbe Conti, 1725.


Newton ricevette una copia del libro l’11 novembre del 1725. Ha pubblicato una lettera nelle Transactions of the Royal Society, v.33, 1725, p.315, dove accusò l’abate Conti della violazione della promessa e della pubblicazione dell’opera senza il consenso dell'autore. Con l'avvento di attacchi da parte di Father Souciet nel 1726, Newton annunciò che sta preparando la pubblicazione del nuovo più ampio e dettagliato libro sulla cronologia antica.

 
Tutti questi eventi ebbero luogo poco prima della morte di Isaac Newton. Lui, purtroppo, non fece in tempo a pubblicare un libro più dettagliato, e le sue tracce sono state perse. Newton è morto nel 1727, non riuscendo a completare la propria ricerca sulla storia antica.

La complessa faccenda con la pubblicazione della "Breve Cronaca" potrebbe essere spiegata dal timore degli attacchi infondati?

 

Qual era stata la reazione alla pubblicazione del libro di Isaac Newton?

Nella stampa del XVIII secolo apparvero le numerose risposte. Esse appartenevano per lo più agli storici e filologi, e furono di carattere negativo: "errori di un dilettante onorario", ecc. Tuttavia, furono anche pubblicate le diverse opere a sostegno della visione di Isaac Newton, ma poche. Poi l’ondata delle reazioni calò e il libro fu fatto precipitare nell’oblio e ritirato dalla circolazione scientifica.


Nel XIX secolo F. Arago, autore del lavoro di revisione [30:1], si limitò al riguardo dello studio cronologico di Isaac Newton con il seguente noncurante passaggio: "Generalmente negli argomenti non appartenenti alla matematica e alle sue applicazioni, Newton non rivelava un ragionamento giusto… A parte gli scritti teologici come una prova del nostro parere indichiamo la sua cronologia, che Freret smentì nel momento stesso della sua uscita" [30:1], lib.1, p.113. Molto probabilmente, F.Arago non approfondì l'essenza della faccenda. Si riferì sconsideratamente al parere di Freret.


E Cesare Lombroso nel suo famoso libro "Il Genio e la Follia" cercò di "mettere il punto finale" in questo modo: “Newton, che aveva conquistato con la sua mente l’intera umanità, come  giustamente scrivevano di lui i suoi contemporanei, nell’età avanzata soffriva anche di un vero disturbo mentale, anche se non così forte come i geni precedenti. Fu allora che aveva scritto, probabilmente, "La CRONOLOGIA", "Apocalisse" e "Lettera a Bentley”, le opere vaghe, confuse e totalmente differenti rispetto a quanto era stato scritto da lui nei suoi anni giovanili” [462:1], pp. 63.

 
Le accuse simili si sentiranno più tardi indirizzate a N.A. Morozov, il quale anche aveva osato di occuparsi della revisione cronologica. Queste accuse suonano molto stranamente in un dibattito scientifico. Al contrario, esse nascondono l’incapacità di entrare nel merito dell’argomento.


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Bibliografia

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Continua



Source: http://chronologia.org/xpon1/01.html
Category: Capitolo 1 | Added by: Admin (04.09.2009) | Author: Anatolij Fomenko, Gleb Nosovskiy
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